Che Valentino Rossi sia un simbionte?

Dopo la vittoria di Assen sono giunto alla conclusione che Valentino Rossi non è un fuoriclasse normale (visto che non lo si può comunque definire un pilota normale).
Ma non parlo delle sue tantissime vittorie e del suo ultimo record:di longevità nella top class, ma del come è riuscito a tornare alla vittoria.
Alla Ducati, nel 2011, confidavano che Rossi riuscisse a domare la loro moto, come solo Stoner era riuscito a fare, ed in questo Rossi ha completamente fallito, come hanno fallito i tecnici della Ducati nel riuscire a venire incontro alle esigenze di Valentino.

Il pilota di Tavullia, almeno in questa fase della sua carriera, se non da sempre, ha bisogno di avere un perfetto feeling sia con l'anteriore della sua moto sia con il comportamento in frenata ed inserimento in curva. Con la Ducati il feeling migliorava quando diminuiva l'aderenza, ossia con il bagnato o con le gomme usurate. Quando la Ducati scaricava tutta la sua potenza sul posteriore Rossi non è mai riuscito a domarla.
L'unico a riuscirci, Casey Stoner, aveva probabilmente a disposizione una moto che rispetto ad Honda e Yamaha era  un mezzo gradino sopra quella con cui si è confrontato Rossi. È anche presumibile che Rossi non avrebbe mai ottenuto i successi di Stoner con la Ducati che aveva guidato il pilota australiano.

Dopo i recenti test di Aragon di metà giugno, in cui sulla sua Yamaha YZR-M1 erano stati testati il forcellone già provato da Lorenzo ed una nuova forcella anteriore Rossi ha ritrovato il giusto feeling con l'’avantreno della sua moto, esprimendo molta fiducia in vista della gara di Assen e la sua vittoria ha dimostrato che non si sbagliava.

Assen è un circuito particolare, diverso dagli altri e con un asfalto con grip inferiore alla media, che ha messo in difficoltà le Honda e ancora più del solito le Ducati: il prossimo Gran Premio di Germania, sul Sachsenring potrebbe chiarire il ruolo che Rossi avrà in questo Moto Mondiale 2013.

Ritornando al titolo del post, ho definito Rossi un simbionte, perché per esprimersi al meglio ha bisogno, più degli altri, di essere in perfetta sintonia con la sua moto: ma quando questa simbiosi si realizza allora è difficile per tutti reggere il confronto o quanto meno Valentino è riuscito ad annullare il gap che lo separava dagli altri più giovani top driver nelle prime gare.

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