lunedì 8 agosto 2016

Fusione fredda / LENR: forse il fenomeno più sfuggente con cui la scienza si è mai confrontata.

Affinché la maggioranza della comunità scientifica, diciamo pure la Scienza, accetti senza riserva l'esistenza di un fenomeno è necessario che tale fenomeno sia riproducibile, che siano cioè formulabili una serie di istruzioni che ne permettano la replica.

E queste istruzioni devono ovviamente essere rese pubbliche nella loro completezza, si devono conoscere i materiali utilizzati, eventuali trattamenti a cui devono essere sottoposti, metodologia, condizioni, parametri ed eventuale margine d'errore.
Nel campo della fusione fredda o come si preferisce chiamarle ora reazioni nucleari a bassa energia (LENR) nessuno è stato ancora in grado di fornire tali istruzioni.

E anche per il cosiddetto "Effetto Rossi" non esiste ancora una "formula". Se l'ing. Andrea Rossi, inventore dell'E-Cat la possiede, come è probabile sia, non l'ha mai rivelata nella sua interezza per ovvie ragioni di segreto industriale.

Anche il brevetto americano ottenuto da Rossi nel 2015 è volto a tutelare la sua invenzione piuttosto che a permetterne la riproducibilità.

Secondo un articolo di Hank Mills pubblicato il 5 agosto su e-catworld.com e al quale mi sono  ispirato, "varie percentuali di nichel, litio e idrogeno possono essere combinate per produrre un enorme eccesso di calore, al di là di quanto ottenibile con ogni possibile reazione chimica: a mio parere personale, sono già fornite fornite, al di là di ogni ragionevole dubbio, sufficienti prove a sostegno di questa affermazione . Anche se questo fenomeno - il "l'effetto Rossi" - non è ancora sempre ripetibile, le diverse serie di repliche che hanno avuto luogo gridano a gran voce che si tratta di una realtà."

Basta dare un occhiata al già citato sito e-catworld.com o al forum lenr-forum.com per avere un'idea del grande fermento che circonda le ricerche sulle LENR.

In questo momento purtroppo, al centro dell'attenzione, più che le problematiche tecniche scientifiche, ci sono le controversie legali fra la Leonardo Corporation di Rossi e l'Industrial Heat.

Fra le repliche dell'E-Cat ben documentate si possono citare quelle di  Alexander Parkhmov, N. Stepanov, Songsheng Jiang. Io citerei anche il ricercatore ed imprenditore europeo che si cela dietro il nick di "me356".

Ma nessuno finora è riuscito a fornire una ricetta sicura per replicare i loro risultati, spesso l'eccesso di calore è tale da distruggere il dispositivo altre volte non viene registrato nessun eccesso di calore.
Stessa cosa per eventuali radiazioni.

Potrebbe essere lo stesso Andrea Rossi a "tagliare la testa al toro" se riuscisse a commercializzare in maniera evidente il suo E-Cat industriale o il rivoluzionario e incredibile (per molti non-credibile) eCat-x (o quarkX). Questo potrebbe anche accadere entro un anno, se vogliamo ancora dare credito all'ing. Rossi.

Nel 2014 fa ho scritto del gelo mediatico sulla fusione fredda e negli ultimi due anni se possibile le cose sono peggiorate, come pure non ci sono falle apprezzabili nell'ostracismo verso le LENR da parte dell'establishment scientifico.

Eppure a mio modesto avviso sarebbe più che degno oggetto di studio il motivo per il quale alcuni riescono a replicare l'effetto Rossi mentre altri no.
Non è possibile che a riuscirsi siano solo fisici pasticcioni che trascinati dall'entusiasmo o dalla voglia di protagonismo sbaglino in maniera più meno conscia le misure con i calorimetri.
Grandi gruppi multinazionali come Mitsubishi e Airbus hanno depositato numerose richieste di brevetto di dispositivi che sfruttano le reazioni nucleari a bassa energia.
La Scienza, quella con la S maiuscola sta spendendo miliardi di Euro in ricerche la cui ricaduta potrebbe essere solo indiretta come quelle sulla onde gravitazionali o sul Bosone di Higss e su altre, più concrete ma molto lontane nel tempo, come quelle sulla fusione tramite giganteschi dispositivi di tipo Tokamak e Stellarator.

La recente rilevazione delle onde gravitazionali conseguente alla fusione di due giganteschi buchi neri è stata possibile grazie a interferometri dalla precisione straordinaria superiore a 10−18metri.

Impossibile paragonare la tecnologia impiegata nei citati esperimenti con quella attualmente a disposizione dei ricercatori nel campo delle LENR.
Se la ricerca riuscirà a focalizzare gli elementi che determinano l'insuccesso di tante repliche, la stessa conoscenza potrebbe permettere ampi margini di miglioramento nel COP dei futuri dispositivi basati sulle LENR.

Non potrebbe qualche "istituzione" o colosso economico tipo Google, mettere a disposizione di ricercatori indipendenti un'apposita stanza calorimetrica, che misuri anche il consumo di energia elettrica fornita, monitorando il tutto anche con delle telecamere? Non ci sarebbe più bisogno di verifiche di terze parte indipendente, la verifica sarebbe già alla fonte.
È tanto costoso e complicato? A me non sembra, soprattutto se ne paragoniamo i costi a quelli di altre ricerche di frontiera, come quelle prima citate o quelle spaziali.

E se nessuno si presentasse o se nessuno riuscisse a produrre calore in eccesso?
A malincuore mi toccherebbe passare dalla parte degli scettici ....

Concludo citando di nuovo (con una piccola modifica) l'articolo di Hank Mills:
"La capacità di produrre questo fenomeno ON DEMAND ad elevata potenza potrebbe scuotere la nostra civiltà in un modo che non possiamo immaginare. Questa combinazione di elementi comuni e quasi inesauribili, con una possibile densità di potenza di 1000 watt (o superiore) per grammo di combustibile rappresenterebbe una fonte di energia di ordini di grandezza superiore alle fonti concorrenti. [....] La sete umana di energia sarebbe finalmente placata. Se non per sempre, almeno per centinaia di anni.
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