lunedì 15 giugno 2009

Referendum e astensionismo antidemocratico

Costituzione italiana - Art. 75.

È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Non credo che nello spirito di questo articolo fosse prevista l’astensione al fine di non far raggiungere il quorum al referendum.

Anche perché in un referendum abrogativo astenersi è equivalente ad un no, quindi l’astensione è un trucco di chi propende per il no per far valere le sue ragioni anche senza costituire maggioranza relativa.

Qual è la percentuale minima di voti che può determinare l’abrogazione di una legge?

La risposta è il 25% degli aventi diritto più uno (nel caso appunto che al voto si rechino il 50%+1 degli elettori e che il SI prevalga di un voto.

Modifichiamo il referendum lasciando inalterato questo 25% ma abbassando ad esempio il quorum al 33%. o addirittura eliminandolo

In tal caso però affinché il Si prevalga non è più sufficiente il 50% dei voti ma una percentuale tale che si raggiunga il 25% (+1) dei voti.

Il ragionamento è più semplice utilizzando i numeri invece delle percentuali.

Supponiamo che gli aventi diritto siano 50 milioni. Il 25% di 50 milioni è 12 milioni e mezzo.

Se quindi il SI raggiunge 12.500.001 voti  (e ovviamente sono in  misura maggiore dei no) allora il referendum è valido.

Con la legge attuale se 20 milioni di italiani si esprimessero per il si e 4 milioni per il no il referendum non sarebbe valido!.

Mentre lo sarebbe se si avessero 13 milioni di si e 13 milioni meno uno di no!!

Permettere l’astensionismo come strumento per il no è antidemocratico, perché chi tiene per il no può usare a suo favore il voto di chi non è interessato alla politica o addirittura non sa del referendum (in un recente sondaggio poco più del 50% degli intervistati sapeva del referendum). Allora c’è chi come la Lega incita all’astensionismo perché sanno o quantomeno presumono che partecipando regolarmente al referendum il NO non avrebbe la maggioranza relativa.

Quindi a mio avviso l’articolo 75  (parte in blu) andrebbe così modificato:

La proposta soggetta a referendum è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi e se tale maggioranza è maggiore del 25% del totale degli aventi diritto.

PS: questo articolo non è un invito a votare SI (personalmente devo ancora valutare pro e contro) ma solo un invito a votare

Referendum: il 21 e 22 giugno non mancare

venerdì 12 giugno 2009

Il mistero della seconda guida Ducati

image Il mistero nasce nel 2007 con la Desmosedici GP7. La cilindrata che fino al 2006 era mille scende a 800cc.

La moto è stata cambiata il minimo indispensabile, e il solo software di gestione ha continuato ad essere migliorato

(http://www.gpone.com/Tecnica/Tecnica.asp?NNews=1172)

Loris Capirossi aveva vinto le ultime due gare del 2005 e tre nel 2006. Una ne vince nel 2006 il suo compagno di squadra Troy Baileys, plurivincitore in Superbike ma alla prima (e  ultima)  gara in MotoGP (Corre al posto di Gibernau).

Dal 2007 cambia tutto. La Ducati domina il campionato con Casey Stoner ma l’australiano sembra essere l’unico capace di portare al limite questa moto.

Nel 2008 torna alla vittoria Valentino Rossi battendo lo stesso Stoner, che comunque si aggiudica sei gare.

Quest’anno è di nuovo battaglia fra Rossi e Stoner, con l’inserimento di Lorenzo.

I compagni di Stoner? Dispersi nelle retrovie. Quello che fa fatto meglio è stato Capirossi, che già guidava da qualche anno il precedente modello della Ducati, ma che non ha mai gradito la nuova moto. Melandri disperso fra le retrovie nel 2008 e nel 2009 Hayden ne imita le pessime performance.

 

Ho travato due articoli che dicono tutto quello che avrei voluto dire a proposito e anche di più ….

Ducati DEsmosedici GP7

Se da un lato il team Ducati ha di che essere soddisfatto per i risultati degli ultimi tre anni, che hanno visto Casey Stoner trionfare nel Mondiale 2007 e vestire i panni dell'unico vero anti-Rossi di fine decennio, dall'altro i risultati dei compagni di box che si sono avvicendati al fianco dell'australiano suonano come un autentico campanello d'allarme. Perché la Desmosedici è veloce, consistente ed affidabile per puntare al titolo, ma solo se a guidarla è Casey Stoner.

Gli altri non solo non tengono il passo dell'australiano, ma finiscono sistematicamente per naufragare a fondo gruppo, facendo a spallate con i team satellite. E' successo a Capirossi, che se non altro vantava una lunga esperienza con Borgo Panigale e riuscì anche a vincere. E' successo a Melandri, cui è bastato scendere dalla Ducati e saltare su una ex Kawasaki a budget ridotto per ritrovare entusiasmo e risultati (secondo a Le Mans). E succede ora con Niki Hayden, campione del Mondo 2006 con la Honda ed oggi tristemente fermo a quota 13 punti, contro i 90 di Casey che guida la classifica.

Dunque la domanda è lecita: quanto è realmente competitiva la Desmosedici? O meglio, dove sarebbe se in sella non ci fosse l'australiano? Non è questione da poco, perché senza Casey la moto di Borgo Panigale sparirebbe immediatamente dalle posizioni di testa. Dunque Stoner è un autentico fenomeno?  La Ducati è una moto velocissima ma inguidabile? O entrambe le cose?

La spiegazione tecnica l'hanno già data in più occasioni sia Capirossi che Melandri; Stoner ha uno stile di guida particolare, che gli permette di affidarsi totalmente al traction-control e conseguentemente di aprire il gas molto prima rispetto agli altri, cosicché può sfruttare meglio l'accelerazione in uscita di curva ed esaltare come nessun'altro la potenza massima del motore. Ma può un team affidarsi così totalmente alle qualità di un pilota mentre gli altri, ex campioni del Mondo compresi, non ne cavano nulla?

Il problema è sul tavolo, perché a Borgo Panigale sanno benissimo quanto possa essere rischioso procrastinare una situazione di questo tipo, tanto che Livio Suppo, il direttore della Ducati MotoGP, ha già predisposto un team "dedicato" a Nicky Hayden auspicando nel più breve tempo possibile un "allineamento" delle prestazioni delle moto sia all'interno del team ufficiale, sia per quanto concerne i team satellite. L'unica alternativa, del resto, è quella di clonare Casey Stoner...

(http://sport.virgilio.it/motori/motociclismo/hayden-peggio-di-melandri-mistero-ducati.html)

 

Che sia Casey Stoner a sapersi adattare meravigliosamente ai capricci della Ducati Desmosedici o invece sia la moto ad essere perfetta per il suo stile di guida non lo sapremo mai. Bisognerebbe infatti vedere il campione australiano alla guida di un'altra moto, e dubitiamo fortemente che la casa di Borgo Panigale se lo faccia scappare tanto presto.
Rimane il fatto che la
Ducati Desmosedici sembra essere una moto da GP solamente se a reggerne il manubrio è Stoner.
Dopo fiumi di inchiostro spesi per spiegare quanto fosse fragile psicologicamente Marco Melandri, che lo scorso anno si beccava un secondo e mezzo al giro dal compagno di squadra, adesso aspettiamo di vedere cosa verrà trovato per giustificare i due secondi di Nicky Hayden. Perché anche se questa è solamente la prima gara, non era mai successo che la differenza di prestazioni fra due compagni di squadra fosse così elevata come quella messa in mostra anche dal campione del mondo americano, che nei test precampionato, nelle prove e durante la gara in Qatar è sembrato l'ombra del campione che era.
Marco Melandri, uscito di pista per un dritto quando era in ottava posizione, si è preso il lusso di rientrare bel lontano dall'ultimo, e recuperare il distacco fino quasi ad andare a prendere anche Hayden, prima di tirare i remi in barca con le gomme oramai finite.
L'unico che ha dato l'impressione di poter "domare" la Desmosedici per adesso è stato Mika Kallio, forse per il fatto che lui una MotoGP prima non l'aveva mai guidata. Kallio, che anche nei test precampionato è andato meglio del compagno di marca Hayden, ha concluso la gara di Losail in un'onorevole ottava posizione, ma anche nel suo caso si ha l'impressione netta che stia guidando sempre al limite, ed a volte anche al di là del limite. Così non sembra essere invece, ed è forse proprio sul finlandese che si stanno concentrando adesso le speranze dei tecnici Ducati. Ansiosi di dimostrare che la Desmosedici può essere una buona moto anche senza Stoner in sella.
(http://www.motocorse.com/news/motomondiale/23243_Stoner_e_la_Desmosedici_mistero_bello.php)

mercoledì 10 giugno 2009

Federer nella storia del tennis

image Roger Federer, ventottenne tennista svizzero, nella storia lo era già, anche prima della vittoria al Roland Garros, essendo da tutti ritenuto il miglior tennista degli ultimi quarant'anni e avendo già collezionato una lunga serie di record.

Finora solo Rafael Nadal gli aveva impedito di vincere a Parigi battendolo nelle precedenti tre finali.

Il tennista spagnolo è arrivato a questo punto della stagione un po’ cotto, vista la sconfitta sulla terra rossa contro Federer nel torneo di Madrid (finale) e anche la sconfitta negli ottavi a Parigi con Soderling (poi arrivato fino alla finale persa contro Federer).

Ad ogni modo per ora nelle classifiche ATP di quest’anno Nadal rimane al primo posto davanti allo svizzero

imageCon la vittoria al Roland Garros sono 14 le vittorie nel Grande Slam di Federer al pari di Pete Sampras

(oltre a questa vittoria Federer ha collezionato 5 Wimbledon, 5 US Open e 3 Australian Open)

Inoltre con questa vittoria il sesto tennista (di sesso maschile) della storia ad avere vinto almeno una volta tutti i quattro tornei, con Don Budge, Fred Perry, Roy Emerson, Rod Laver ed André Agassi.

Depressione e ansia: nuove cure in arrivo?

Questo articolo prende spunto da un servizio trasmesso dalla RAI (che non sono riuscito a rintracciare)

Si parlava in questo servizio, se non ricordo male, di FGF2 e Stimolazione magnetica transcranica(SMT) che viene già applicata presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana sembra con buoni risultati

Non essendo riuscito a trovare questo servizio sul portale RAI ne ho tratto spunto per  i contenuti di questo post

 

FGF2

Abstract from Journal of Neuroscience (in inglese) / Notizia fonte Ansa da l’Unità.it

Era già noto da studi post mortem  che l’FGF2 (Firoblast Growth Factor 2, una delle sostanze responsabili dello sviluppo cerebrale e delle riparazioni cellullari in caso di danneggiamento) è strettamente collegato a stati depressivi:
individui affetti da forte depressione mostravano un basso livello di FGF2. Ma da questi studi non era chiaro se i bassi livelli di FGF2 fossero conseguenza o causa della malattia,

Un nuovo studio, condotto su 19 generazioni di topi, dalla University of Michigan e pubblicata dal Journal of Neuroscience, mostra che l'ansia e' inversamente proporzionale alla quantità di FGF2 (Firoblast Growth Factor 2) presente nel cervello. Javier Perez, responsabile della ricerca, ha dichiarato: ''Abbiamo scoperto una doppia relazione tra l'FGF2 e alcune molecole collegate allo sviluppo cerebrale. Il rapporto dipende in parte da fattori genetici collegati alla ansietà e in parte a fattori ambientali che condizionano le persone''. Lo studio potrebbe portare alla creazione di medicinali alternativi ai comuni sedativi usati per l'ansia e la depressione.  In questo studio, viene dimostrato (sui topi) che la somministrazione dell’FGF2 ha un forte effetto ansiolitico in particolari per gli stati ansiosi acuti

 

Stimolazione magnetica transcranica

da Ansia-Depressione.net

La Stimolazione Magnetica Transcranica (SMT) è una metodica non invasiva che permette la stimolazione elettrica di specifiche aree della corteccia cerebrale. L'introduzione di questa tecnica nella pratica clinica è molto recente ed al momento di impiego limitato.

L'efficacia della SMT non è legata alle crisi epilettiche; solitamente si effettuano 4-5 sedute settimanali durante le quali vengono eseguite stimolazioni multiple. E' solitamente ben tollerata. Sembra efficace nel trattamento dei disturbi dell'umore, attraverso la stimolazione focale delle regioni cerebrali implicate nella regolazione dell'affettività.

Il miglioramento della sintomatologia depressiva si osserva a seguito della stimolazione della corteccia prefrontale dorso-laterale sinistra. Questa tecnica sembra in grado di modulare selettivamente l'attività delle aree cerebrali coinvolte nella patofisiologia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) e del Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS).

(da: L Conti, P Medda, C Manzi: Le terapie fisiche. In: GB Cassano et al. "Manuale di Psichiatria", Utet, Torino, in stampa.)

 

Light therapy o fototerapia

Fonte http://www.psycheonline.it
L’osservazione che pazienti affetti da depressione a ricorrenza stagionale (seasonal depression) sono molto sensibili alla riduzione delle ore di luce dei giorni invernali, ha fatto ipotizzare che la fototerapia migliorasse i sintomi della depressione stagionale tramite un prolungamento del foto-periodo. La fototerapia viene effettuata pochi minuti dopo il risveglio mediante lampade che emettono l’intero spettro di frequenze comprese la luce ultravioletta o che emettono una luce bianca fredda priva di raggi ultra-violetti. Tali lampade sono collocate su un tavolo all’altezza degli occhi del paziente ad una distanza di 30-40 cm: durante il periodo di esposizione (variabile tra i 30 e i 120 minuti a seconda dell’intensità luminosa utilizzata) il paziente può svolgere attività ed è sufficiente che guardi la fonte luminosa almeno una volta al minuto. L’effetto antidepressivo della light therapy può manifestarsi entro pochi giorni, ma possono essere necessari anche periodi più lunghi (oltre tre settimane). Al fine di evitare ricadute, una volta ottenuta la risposta terapeutica è necessario proseguire il trattamento riducendo il tempo di esposizione. La fototerapia può essere utilizzata anche come trattamento profilattico per prevenire la ricorrenza di episodi depressivi ad andamento stagionale.

 

Stimolazione del nervo vago

Fonte http://www.psycheonline.it

La stimolazione del nervo vago si effettua con un generatore di impulsi elettrici, simile ad un pace-maker, che viene posizionato a livello della parete toracica e collegato (per via sottocutanea) al nervo vago di sinistra tramite un nervo elettrico. Il suo impiego, originariamente limitato ad alcune forme di epilessia resistenti ai trattamenti farmacologici, è stato esteso in via sperimentale alla depressione resistente in base sia al riscontro di un miglioramento del tono dell’umore, nei pazienti epilettici trattati, sia in base all’evidenza clinica delle proprietà antidepressive di alcuni farmaci antiepilettici. I primi dati di letteratura indicano che con questa tecnica si ottiene un miglioramento della sintomatologia depressiva del 40% dei pazienti con depressione resistente. I più comuni effetti collaterali sono raucedine, tosse, mal di gola, mal di testa, respiro corto e dolori diffusi.

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