giovedì 5 gennaio 2012

Roberta 2012: resisterà Nina Senicar?

Dal mio precedente articolo non sembra sia cambiato molto: la testimonial di Roberta è sempre Nina Senicar: sempre la stessa ma sempre un bel vedere!

Da due anni a questa parte il sito ufficiale di Roberta (http://www.robertaweb.com/) si è arrichito di alcuni video disponibili anche su Youtube:



Dallo stesso utente Youtube il seguente video, breve ma intenso, del primo spot dell'Intimo Roberta marchiato Pompea:
Roberta Underware: Semplice&Complice
La testimonial nel video dovrebbe essere Caroline Salvia, l'anno il 2003.


Ed infine un po' di chiarezza:
Caroline Salvia, Natalia Bush e Nina Senicar hanno tutte e tre un culo, pardon, un lato B perfetto, che poi magari nelle foto ufficiali è stato anche ulteriormente ritoccato verso la perfezione, praticamente non si distinguono!
Ho cercato allora di fare un po' di chiarezza per i più pignoli:

Le tre ultime testimonial di Roberta a confronto (clicca per ingrandire)
Di fianco, Nina Senicar indossa un perizoma dell'ultima collezione (2011)  di Roberta: sempre sul sito di Roberta potete vedere Nina indossare l'intero catalogo.


Il brand Intimo Roberta dal 2002 appartiene al Gruppo Pompea Leggi altri dettagli su:
http://it.wikipedia.org/wiki/Intimo_Roberta



Leggi i miei post precedenti sull'argomento:
14-07-2008 - Il giallo di "Roberta"

domenica 18 dicembre 2011

La folla: ossia la parabola di un internauta medio

La folle, dapprima sparuta, scorre silenziosa, si cominciano a vedere qualche vetrina, c'è chi si ferma, guarda, lascia un segno.

La folla diventa sempre più fitta, un torrente senza fine di persone. E le vetrine sono sempre di più.

Ad un certo punto qualcuno comincia a gridare, ad esporre cartelli. La maggior parte sembra comunicare soltanto con i propri vicini, ma alcuni fortunati invece hanno un codazzo di persone che li segue, facendo eco alla sua voce, replicando i loro cartelli.

E tu all'improvviso senti il bisogno di comunicare, gridi, esponi i tuoi cartelli. Tutti potrebbero ascoltarti, tutti potrebbero leggerli, ma nessuno lo fa. Ti senti più solo di come ti sia mai sentito, eppure la folla è sempre più fitta.

Cominci a chiederti se davvero hai qualcosa da dire o se stai soltanto imitando la folla vociante: forse non hai nessuna voglia di comunicare, di raccontare i fatti tuoi. In fin dei conti a chi potrebbe importare?

Ma poi ti accorgi che qualcuno ti sta ascoltando, ti fa delle domande. Anche una seconda persona sembra interessato a te.
Ne sei contento ma li ignori per cercare nuovi proseliti, ti cominci già a sentire un pillolo Mosè.
Ma così il loro interessa scema e così ti ritrovi di nuovo solo. Molto solo. Sei stanco di gridare e di scrivere cartelli. E le voci degli altri sono troppe, si sovrappongono come pure i loro cartelli, è come se non ci fossero. Anche le vetrine sono tante troppe, le loro luci ti abbagliano, chiudi gli occhi, ti tappi le orecchie.

All'improvviso il rumore cessa, riapri gli occhi: la folla urlante è sparita per lasciare posto ad un deserto dove neppure l'eco della tua voce trova una sponda.

Il led dell'ADSL che lampeggia ti fa capire che questa volta la Telecom ti ha salvato!



domenica 4 dicembre 2011

Post più popolari

Ricomincio a scrivere su blogger dopo qualche mese di assenza quasi totale e fra le tante novità scopro il gadget "Post più popolari": lo installo e scopro che per quanto mi sia a volte sforzato di parlare di politica quello che mi ha portato più visitatori sono il lato B della Senicar e lo slip di Roberta!
Roberta 2009: il lato “B” di Nina Senicar Il giallo di "Roberta"
Forse è questa la strada da seguire per fare un po' di soldi con la pubblicità:
una valanga di aggraziati deretani e prorompenti tette!

Eppure mi sembra che siti e blog che trattino l'argomento siano ampiamente diffusi!

Meno male che un successo se pur minore hanno riscosso altri post più impegnati quali:
Populismo e demagogia: capopopolo e capopolo Matematica della speranza e addirittura un post di geografia demografica Le città più popolose che spero presto di aggiornare

Insomma, si parla tanto di riciclaggio che ho deciso con questo post di dare il mio contributo .... riciclando appundo qualche "perla" dal passato!

giovedì 1 dicembre 2011

Wikipedia chiede soldi

Dal programmatore di Wikipedia Brandon Harris
Mi sembra di vivere ora quella che sarà la prima riga del mio necrologio.
Credo che nella vita non ci sia niente di più importante rispetto a quello che sto facendo per Wikipedia. Non stiamo solo costruendo un'enciclopedia, stiamo lavorando per rendere le persone più libere. Avendo libero accesso alla conoscenza e alla cultura comune, diventeremo delle persone migliori. Noi capiamo bene che il mondo è più grande di noi, e siamo stati contagiati dalla tolleranza e dalla comprensione.
Wikipedia è il quinto sito più visitato al mondo. Io lavoro nella piccola organizzazione non-profit che gestisce il sito. Non pubblichiamo annunci perché così facendo sacrificheremmo la nostra indipendenza. Il sito non è e non dovrebbe mai diventare uno strumento di propaganda.
Il nostro lavoro è reso possibile dalle donazioni dei nostri lettori. Hai considerato l'idea di aiutare Wikipedia a crescere e rimanere libera con una donazione di 5€, 10€, 20€ o quello che ti va di donare?
Io lavoro per la Wikimedia Foundation, perché tutto nella mia anima mi dice che questa è la cosa piú giusta da fare. In passato ho lavorato per grandi società tecnologiche, anche per creare qualcosa di schifoso, progettato per rubare i soldi a qualche ragazzino ingenuo. Tornavo a casa dal lavoro scontento, distrutto.
L'utente può non saperlo, ma la Wikimedia Foundation opera con uno staff molto piccolo. Quasi tutti gli altri siti della top 10 globale hanno al loro servizio decine di migliaia di dipendenti, nonché un budget davvero ingente. Ma non riescono a produrre nemmeno una frazione di quello che noi generiamo con il solo impegno gratuito dei volontari.
Facendo una donazione a favore di Wikipedia, sosterrai il libero sapere in tutto il mondo. Non solo stai contribuendo a lasciare un'eredità per i tuoi figli e per i tuoi nipoti, ma stai dando la possibilità, ad ogni singola persona del pianeta, di accedere al tesoro della conoscenza. Ti stai assicurando che un giorno tutti possano accedere liberamente e gratuitamente al sapere.
Grazie,
Brandon Harris
Programmatore, Wikimedia Foundation

L'appello è più che legittimo ed io sono uno dei tanti che si serve frequentemente di Wikipedia.
Ma non vedo motivi se non di principio per i quali dovrebbero rinunciare ad alcune forme di pubblicità.
Ormai sono i libri sono esenti o quasi dalla pubblicità, ma forse non ci hanno ancora pensato!

Link alla pagina originale dell'appello dove potete fare la vostra eventuale donazione
Altra pagina per effettuare una donazione se la precedente non funziona

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