Fusione fredda ed LENR: tanti anni sono già stati perduti.

Se dietro il nome di LENR (Low Energy Nuclear Reactions), sostanzialmente sinonimo di fusione fredda, c'è uno sconosciuto ma reale fenomeno fisico. da comprendere meglio e da controllare, allora da decine di anni l'umanità intera sta perdendo una grande occasione per diminuire l'utilizzo di combustibili fossili, se non addirittura per stravolgere il settore dell'energia e forse anche quello della fisica teorica.
Mi auguro che l'ing. Andrea Rossi riesca ad immettere a breve sul mercato, forse entro un anno, o addirittura entro la fine del 2016, dei dispositivo realmente funzionanti  non celati in qualche fabbrica nascosta di clienti dall'identità riservata. Ricordo che lo scorso anno Rossi ha ottenuto un importante brevetto USA e che sta alacremente lavorando per ottenerne molti altri.

Che sia l'E-cat da 1MW o o il rivoluzionario Ecat-X o Quark-X non importa.

L'ing. Andrea Rossi, secondo quanto da lui dichiarato, starebbe anche lavorando,  insieme al dr. Norman Cook,  ad una teoria che spieghi le trasmutazioni LENR oltre che la produzione di luce blu ed elettricità da parte del QuarxX.

Quello che non vorrei è continuare a sentire parlare per anni solo di nuovi annunci e/o della vicenda legale fra la Leonardo Corporation e la Industrial Heat

Ma se Andrea Rossi dovesse fallire questo non significa che le LENR sono solo un fenomeno da illusionisti o mera conseguenze degli errori di pseudo-scienziati pasticcioni che non sanno utilizzare un calorimetro oppure barano volutamente per attirare l'attenzione.

Numerose le "repliche" e gli esperimenti accomunati dalla generazione anomala di calore ottenuti attraverso strade molto diverse. Mentre appare  molto più variegato il panorama relativo all'emissione di radiazioni e trasmutazioni degli elementi impiegati.

Andrea Rossi, che si cela, giustamente dal suo punto di vista, dietro il segreto industriale (e ora anche dietro quello giudiziario), persegue sostanzialmente una sola via per rendere manifesta la possibilità di generare energia tramite la fusione fredda: la commercializzazione al pubblico di un dispositivo funzionante.
La stessa via viene seguita anche da altre aziende statunitensi, come la Brillouin Energy Corp.

Gli scettici obbiettano, e per ora non possono essere smentiti, che il fine di tali aziende è, in sintesi, solo quello di raccogliere altri fondi e guadagnare tempo fin quando possibile e che non ci sarà mai nessun dispositivo funzionante sul mercato semplicemente perché le trasmutazioni LENR non sono possibili in base alla teoria.

Nonostante l'assoluto silenzio mediatico dei mass media, la comunità dei ricercatori sulle trasmutazioni LENR è sempre più vasta e vivace e molti di questi scienziati perseguono fini prevalentemente accademici.

Fra i più vecchi sostenitori della fusione fredda merita almeno una citazione Francesco Celani, Primo Ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati (INFN), che da anni porta avanti i suoi esperimenti e lotta per far uscire dal discredito le ricerche sulla fusione fredda

Andrea Rossi, a mio avviso, rimane ancora, al momento, il candidato più probabile a rompere la la diga dello scetticismo e a sdoganare la fusione fredda come possibile risorsa energetica.

Una dimostrazione spettacolare ed inconfutabile potrebbe aprire una breccia nella diga di scetticismo e di silenzio che isola il mondo delle ricerche sulla fusione fredda al ristretto ambito di chi ci sta lavorando e a quello più ampio, ma comunque limitato dei sostenitori e seguaci.
Aprirebbe le porte a consistenti finanziamenti pubblici e privati, gli sviluppi possibili potrebbero persino andare al di là di ogni immaginazione.

Capire e controllare i fenomeni fisici dietro le LENR potrebbe addirittura stravolgere la nostra vita quotidiana, dalle batterie per smartphone e notebook, alla propulsione di qualsiasi genere di veicolo stradale e nautico, al teleriscaldamento e alla generazione di energia in qualsiasi ambito industriale e domestico. Si parla anche molto della possibilità di poter ripulire le scorie nucleari.

Ma più ci si avvicina ad una sorta di Santo Graal energetico tanto maggiore diventa lo scetticismo e l'ostilità del mondo accademico ufficiale.

Quale potrebbe quindi essere questa spettacolare dimostrazione?
Sicuramente un dispositivo a fusione fredda che si auto alimenti producendo in surplus una qualche forma di lavoro, come ad esempio far muovere un veicolo. Ma sarebbe già possibile?
Purtroppo anche non tenendo in conto del lato economico al momento non sembra ancora possibile.
Questo perché, escludendo Andrea Rossi,  non ci sono ancora state dimostrazioni durature e replicabili di dispositivi a fusione fredda con un COP (Coefficiente di Prestazione pari al rapporto tra l'energia prodotta e l'energia assorbita)  sufficientemente alto (direi almeno maggiore di 3) per potersi auto-alimentare, ad esempio tramite una turbina a vapore collegata ad un generatore di corrente.

Più di un dispositivo di Andrea Rossi avrebbe queste caratteristiche ma lo stesso ingegnere ha escluso la possibilità di funzionamento in self sustain mode per non meglio precisati motivi di sicurezza.

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