Renzi si - Renzi no: l'amletico dubbio di chi lo ritiene un antipatico necessario

Ho votato per Matteo Renzi alle primarie del PD nel 2013 e non so ancora se me ne sono del tutto pentito. Ma già da allora alcuni aspetti della sua personalità erano evidenti: arrogante e machiavellico, poco rispettoso in generale degli altri e del passato, "Renzi il rottamatore".
Dopo la recente consultazione referendaria Renzi ha dichiarato:
"La consultazione sulle trivelle è finita. Ed è finita 70 a 30. Il popolo italiano ha parlato"
Dichiarazione come queste mi fanno venire i brividi, ma temo purtroppo che non facciano questo effetto a tutti, altrimenti lo stesso Renzi probabilmente non le farebbe.
Tanto per chiarire la mia posizione, ho deciso di votare alla Bersani, per il NO: se qualche altro milione di italiani avesse fatto la stessa scelta probabilmente si sarebbe raggiunto il quorum ma con la vittoria del "SI".
Io ritengo che il "non voto" sia un diritto degli italiani, ma ritengo anche che l'invito a non votare, soprattutto da parte di cariche istituzionali, sia lesivo del diritto di chi invece vuole esprimere la sua opinione con un voto che diventa inutile.
(Ritengo anche che il quorum dovrebbe essere calcolato sull'affluenza media delle consultazioni precedenti e non sul il 50% degli aventi diritto)
Il quorum sarebbe forse stato raggiunto con difficoltà anche se il Premier avesse fatto una campagna per il NO, incoraggiando il voto. Ma perché mai doveva rischiare una probabile sconfitta quando poteva vincere a mani basse, e avere poi la faccia tosta di dire che vinto 70 a 30?

Rispetto all'immobilismo politico del passato ho votato per il suo credo nel "fare", anche se immortalato nella mia mente dalla versione di Maurizio Crozza.
Credo che una sua vecchia battuta, che forse tale non era, sulla necessità di aggiungere la lancetta dei minuti all'orologio della torre di Palazzo Vecchio, rispecchi abbastanza il suo modo di fare politica.
Rileggendo quanto scritto a marzo del 2014 in "L'ora di Renzi" vedo che le mie perplessità riguardo al nostro Premier sono aumentate.

Mi preoccupa soprattutto la dilagante corruzione che tocca sempre più spesso il PD, corruzione contro la quale ho l'impressione Renzi si limiti a spendere solo ovvie parole di condanna, come se si trattasse di non ripetere un banale errore burocratico.

Ma cos'è ora il "Partito Democratico"? (la rima è ahimè involontaria)
Meno di tre anni fa era ancora un partito di centro sinistra, forse più di sinistra che di centro: ora dovrebbe chiamarsi PdR, Partito di Renzi, anzi Piramide di Renzi.
Non ho idea di quanto la "ripresina" italiana possa essere attribuita al governo Renzi ma non vedo ancora purtroppo alternative.

Ovviamente venendo dalla sinistra "aborro" per dirla con Mughini destra e centro destra e soprattutto l'altro Matteo. Liquefattasi la sinistra in tanti rivoli inconsistenti non rimarrebbe che il Movimento 5 Stelle che quanto meno mi sembra il partito con la minore percentuale di corruzione nelle sue file.
Con Grillo che ha fatto un passo indietro e orfani di Casaleggio, sono probabilmente in un momento di transizione. Potrebbero forse vincere a Roma e sarebbe un vero banco di prova molto impegnativo e un ottima base per il passo successivo.

Personalmente mi sembra ancora troppo fragile la nostra economia, la nostra ripresina, ammesso che ci sia, per vedere l'M5S alle redini del governo.
C'è sicuramente bisogno di gente onesta ma in questo momento gli scossoni sono troppo pericolosi per la nostra fragile economia, ma ci sono forse ancora due anni per le prossime elezioni ...

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