Godzilla reloaded o "La genesi del mostro invincibile"

Introduzione: ultimamente scrivo spesso per "rubare" qualche click parlando di temi che mi sono propri ma che risultano in qualche modo intercettare più facilmente una piccola percentuale delle ricerche fatte sui motori di ricerca, su Google in particolare. A volte, come in questo caso, scrivo per il puro piacere di scrivere quello che mi passa per la mente, con la speranza che qualcuno legga quello che scrivo.

Dubbio: viene prima l'introduzione o la premessa?

Premessa: Vedendo film come  Godzilla, mi trovo sempre un po' contrariato nello scoprire come mostri fatti di carne ed ossa risultino così resistenti alle armi, anche di grosso calibro, addirittura bombe.
Secondo me la grandezza del mostro non sarebbe sufficiente a proteggerlo: anche un proiettile di pistola potrebbe essere sufficiente ad accecare un mostro anche alto più di un centinaio di metri. Che poi le radiazioni finiscano per provocare mutazioni "positive" dal punto di vista delle performance del soggetto ad esso esposte credo sia una credenza solo degli autori di un certo tipo di fantascienza.
Quella che segue è una storia, l'abbozzo di una storia, che potrebbe giustificare l'esistenza di un certo tipo di mostri invulnerabili (se volete anche dei Transformers). Non so quanto possa essere originale l'idea che vado ad esporre, sicuramente, almeno in parte, si tratta della trasposizione di una qualche mia lettura di fantascienza, ma spero ci sia qualche elemento di originalità. Il prologo che segue non ha un seguito, oppure ne ha tanti, ve lo potete immaginare raccontato dalla voce suadente di un attore prima dell'inizio di un film con i mega mostri ....

Prologo (long version)
C'era una razza che da tempo immemore governava l'universo. La loro evoluzione li aveva condotti attraverso un percorso in cui cose che per noi umani hanno grande valore, come la musica e più in generale l'arte non avevano mai avuto molto spazio. Non avevano più avversari degni di essere presi in considerazione, e da tempo lo studio degli altri mondi e l'imprevedibilità delle leggi dell'evoluzione erano uno delle poche cose che li aiutava a combattere il principale nemico: la noia.
La noia, agli albori della loro evoluzione, li aveva spinti a combattersi in scontri sempre più violenti, che li aveva portati alla soglia dell'estinzione. Decisero allora di apportare una modifica al loro codice genetico affinché la loro razza ripudiasse il combattimento e la guerra. Da allora l'unica alternativa alla noia è stato il gioco, il tutte le sue forme. La cosa che più li appassionava era lo sfidarsi in un videogioco che prevedeva la realizzazione di giganteschi cyborg, in ambienti che riproducevano fedelmente la geografia, il clima e la biologia di pianeti reali in varie zone dell'universo. Una delle regole del gioco era che tali cyborg dovessero essere molto simili nell'aspetto, ma non necessariamente nelle dimensioni, agli animali che abitavano il luogo prescelto per la sfida.
Le loro leggi proibivano di interferire con la vita degli altri pianeti a meno che non ci fossero interessi vitali per la loro razza, ma il rispetto della legge non era geneticamente predeterminato per cui poteva accadere che alcune di queste sfide venissero organizzate clandestinamente su pianeti reali.
E molte di queste sfide illegali avvenero nel pianeta che noi chiamiamo Terra, in un periodo di tempo che rientra nell'era da noi chiamata "Mesozoico".
Alcuni dei terribili mostri da loro creati, ancora giacciono sepolti, inattivi ma intatti, in attesa che qualcosa o qualcuno li risvegli.


Prologo (short version)
Pianeta Terra, circa 150 milioni di anni fa. Due cyborg giganteschi, perfette riproduzione di un Tirannosauro ma molto più grandi e temibili, si confrontano sotto lo sguardo attento dei loro creatori, quasi del tutto invisibili, dietro il campo di forze che nasconde la loro navicella. Ma quella battaglia non avrà mai inizio; le Sentinelle sono sulle loro tracce. Non hanno altra scelta che disattivare i due colossi e nasconderli sotto molti milioni di metri cubi di terra ....

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