venerdì 12 giugno 2009

Il mistero della seconda guida Ducati

image Il mistero nasce nel 2007 con la Desmosedici GP7. La cilindrata che fino al 2006 era mille scende a 800cc.
La moto è stata cambiata il minimo indispensabile, e il solo software di gestione ha continuato ad essere migliorato
(http://www.gpone.com/Tecnica/Tecnica.asp?NNews=1172)
Loris Capirossi aveva vinto le ultime due gare del 2005 e tre nel 2006. Una ne vince nel 2006 il suo compagno di squadra Troy Bayliss, plurivincitore in Superbike.
(Bayliss era stato pilota Ducati in MotoGP dal 2003 fino a parte del 2005, ottenendo al massimo un terzo posto. Nel 2006, chiamato dalla Ducati a sostituire l'infortunato Gibernau, in occasione dell'ultima gara a Valencia, ottiene la sua unica vittoria in quella che sarà anche la sua ultima partecipazione in MotoGP)

ma alla prima (e  ultima)  gara in MotoGP in quell'anno (corre al posto di Gibernau, aveva corso ).
Dal 2007 cambia tutto. La Ducati domina il campionato con Casey Stoner ma l’australiano sembra essere l’unico capace di portare al limite questa moto.
Nel 2008 torna alla vittoria Valentino Rossi battendo lo stesso Stoner, che comunque si aggiudica sei gare.
Quest’anno è di nuovo battaglia fra Rossi e Stoner, con l’inserimento di Lorenzo.
I compagni di Stoner? Dispersi nelle retrovie. Quello che fa fatto meglio è stato Capirossi, che già guidava da qualche anno il precedente modello della Ducati, ma che non ha mai gradito la nuova moto. Melandri disperso fra le retrovie nel 2008 e nel 2009 Hayden ne imita le pessime performance.

Ho travato due articoli che dicono tutto quello che avrei voluto dire a proposito e anche di più ….
Ducati DEsmosedici GP7

Se da un lato il team Ducati ha di che essere soddisfatto per i risultati degli ultimi tre anni, che hanno visto Casey Stoner trionfare nel Mondiale 2007 e vestire i panni dell'unico vero anti-Rossi di fine decennio, dall'altro i risultati dei compagni di box che si sono avvicendati al fianco dell'australiano suonano come un autentico campanello d'allarme. Perché la Desmosedici è veloce, consistente ed affidabile per puntare al titolo, ma solo se a guidarla è Casey Stoner.
Gli altri non solo non tengono il passo dell'australiano, ma finiscono sistematicamente per naufragare a fondo gruppo, facendo a spallate con i team satellite. E' successo a Capirossi, che se non altro vantava una lunga esperienza con Borgo Panigale e riuscì anche a vincere. E' successo a Melandri, cui è bastato scendere dalla Ducati e saltare su una ex Kawasaki a budget ridotto per ritrovare entusiasmo e risultati (secondo a Le Mans). E succede ora con Niki Hayden, campione del Mondo 2006 con la Honda ed oggi tristemente fermo a quota 13 punti, contro i 90 di Casey che guida la classifica.
Dunque la domanda è lecita: quanto è realmente competitiva la Desmosedici? O meglio, dove sarebbe se in sella non ci fosse l'australiano? Non è questione da poco, perché senza Casey la moto di Borgo Panigale sparirebbe immediatamente dalle posizioni di testa. Dunque Stoner è un autentico fenomeno?  La Ducati è una moto velocissima ma inguidabile? O entrambe le cose?
La spiegazione tecnica l'hanno già data in più occasioni sia Capirossi che Melandri; Stoner ha uno stile di guida particolare, che gli permette di affidarsi totalmente al traction-control e conseguentemente di aprire il gas molto prima rispetto agli altri, cosicché può sfruttare meglio l'accelerazione in uscita di curva ed esaltare come nessun'altro la potenza massima del motore. Ma può un team affidarsi così totalmente alle qualità di un pilota mentre gli altri, ex campioni del Mondo compresi, non ne cavano nulla?
Il problema è sul tavolo, perché a Borgo Panigale sanno benissimo quanto possa essere rischioso procrastinare una situazione di questo tipo, tanto che Livio Suppo, il direttore della Ducati MotoGP, ha già predisposto un team "dedicato" a Nicky Hayden auspicando nel più breve tempo possibile un "allineamento" delle prestazioni delle moto sia all'interno del team ufficiale, sia per quanto concerne i team satellite. L'unica alternativa, del resto, è quella di clonare Casey Stoner...
(http://sport.virgilio.it/motori/motociclismo/hayden-peggio-di-melandri-mistero-ducati.html)

Che sia Casey Stoner a sapersi adattare meravigliosamente ai capricci della Ducati Desmosedici o invece sia la moto ad essere perfetta per il suo stile di guida non lo sapremo mai. Bisognerebbe infatti vedere il campione australiano alla guida di un'altra moto, e dubitiamo fortemente che la casa di Borgo Panigale se lo faccia scappare tanto presto.
Rimane il fatto che la
Ducati Desmosedici sembra essere una moto da GP solamente se a reggerne il manubrio è Stoner.
Dopo fiumi di inchiostro spesi per spiegare quanto fosse fragile psicologicamente Marco Melandri, che lo scorso anno si beccava un secondo e mezzo al giro dal compagno di squadra, adesso aspettiamo di vedere cosa verrà trovato per giustificare i due secondi di Nicky Hayden. Perché anche se questa è solamente la prima gara, non era mai successo che la differenza di prestazioni fra due compagni di squadra fosse così elevata come quella messa in mostra anche dal campione del mondo americano, che nei test precampionato, nelle prove e durante la gara in Qatar è sembrato l'ombra del campione che era.
Marco Melandri, uscito di pista per un dritto quando era in ottava posizione, si è preso il lusso di rientrare bel lontano dall'ultimo, e recuperare il distacco fino quasi ad andare a prendere anche Hayden, prima di tirare i remi in barca con le gomme oramai finite.
L'unico che ha dato l'impressione di poter "domare" la Desmosedici per adesso è stato Mika Kallio, forse per il fatto che lui una MotoGP prima non l'aveva mai guidata. Kallio, che anche nei test precampionato è andato meglio del compagno di marca Hayden, ha concluso la gara di Losail in un'onorevole ottava posizione, ma anche nel suo caso si ha l'impressione netta che stia guidando sempre al limite, ed a volte anche al di là del limite. Così non sembra essere invece, ed è forse proprio sul finlandese che si stanno concentrando adesso le speranze dei tecnici Ducati. Ansiosi di dimostrare che la Desmosedici può essere una buona moto anche senza Stoner in sella.
(http://www.motocorse.com/news/motomondiale/23243_Stoner_e_la_Desmosedici_mistero_bello.php)
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