martedì 6 agosto 2013

Berlusconi comunista?

La storia del magistrato impiegato statale che fatto il compitino e ha vinto un concorsino ci è stata propinata ormai in tutte le salse da Berlusconi, Santanchè & C.

La separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario è il cardine di tutte le moderne democrazie.

Ci sono sostanzialmente due forme di stato che rifiutano il principio di separazione dei poteri:
lo stato autoritario e lo stato comunista.
Uno stato autoritario, tipicamente una dittatura o uno stato fascista, tende a unire i ruoli di capo dello stato, capo del governo e leader del partito unico e a esercitare direttamente la funzione legislativa (normalmente riservata al parlamento), nonché a condizionare pesantemente l'indipendenza della magistratura.

Gli stati comunisti rifiutano il principio di separazione dei poteri, ritenuto proprio degli stati borghesi, per sostituirlo con il principio di unità del potere statale. In base a questo principio tutto il potere è concentrato nelle assemblee elettive le quali, oltre che esercitare la funzione legislativa, eleggono e controllano gli organi amministrativi, giurisdizionali e di sorveglianza. Tutti questi organi rispondono ai loro elettori ma dipendono anche dal corrispondente organo del livello superiore. Il tutto sotto la guida del partito comunista.

Ma non posso credere che Silvio Berlusconi voglia una stato comunista e nemmeno una dittatura fascista: la "libertà" è sempre stata una dei suo cavalli di battaglia.

Provate allora a immaginare che i magistrati vengano eletti direttamente: allora si che sarebbero politicizzati!
Si potrebbe magari ricorrere all'estrazione in ogni processo come si fa con gli arbitri per le partite!
O meglio la designazione? E chi sarebbe il designatore?

Comunque io penso che anche i magistrati debbano rispondere dei loro errori in maniera proporzionale alla dimostrabilità della loro malafede o mancanza di preparazione professionale.

Accenno solo all'esistenza del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) che ha  anche il compito di vigilare sull'operato dei magistrati eventualmente intervenendo con procedimenti disciplinari. Il CSM è l'organo di autogoverno della Magistratura ordinaria, ovvero civile e penale. Ha lo scopo di garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.

Secondo me (conscio della mia ignoranza) il CSM è un organo troppo macchinoso e le scansioni disciplinari inflitte mediamente troppo lievi.


Fonti / Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Separazione_dei_poteri
http://www.qelsi.it/2011/la-legge-non-e-uguale-per-i-magistrati-ecco-le-statistiche-della-loro-impunita/
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