mercoledì 20 ottobre 2010

Matematica della speranza

ossia del

perché giocare ma poco

La prima obiezione che si potrebbe fare è che non giocare affatto è la scelta migliore: in effetti potrebbe essere così ma la mia vuole essere una riflessione rivolta a coloro che per un motivo o per l’altro giocano e vogliono continuare a giocare a Superenalotto, Totocalcio, WinForLife, Gratta&Vinci etc.
La probabilità di vincere aumenta all’aumentare delle combinazioni giocate:
se ad esempio con una colonna ho una probabilità su di un milione, giocando 10 colonne la probabilità sarà di una su centomila.
La speranza invece non è additiva …. posso sperare di vincere anche giocando un solo Euro sognando comunque la vincita miliardaria.
Statisticamente parlando più si gioca più si perde (questo almeno in media, visto che a vincere sempre è soltanto il gestore)
Giocare poco è quindi un modo di “non rovinarsi” mantenendo accesa la fiammella della speranza.
Certo non si può basare la propria esistenza sulla speranza di una vincita al gioco ma, ripeto, io non sto discutendo dell’eticità del gioco e dei fondamenti morali della nostra vita: insomma giocare poco fa bene a chi gioca
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