mercoledì 27 maggio 2009

Populismo e demagogia: capopopolo e capopolo

Mi sono reso conto di essere uno dei tanti a fare confusione fra questi due concetti. Cercandone il significato corretto ho trovato questo articolo, di due anni fa, ma sempre attuale
da
l fenomeno Grillo e il lessico della democrazia

Il revival del populismo

di Giovanni Sartori

(http://www.corriere.it/editoriali/07_ottobre_02/sartori_revival_populismo.shtml)
[…]Oggi la legittimazione del potere (a meno che non sia teocratica) deve essere democratica, deve essere «in nome del popolo ». Però e invece temo «la democrazia che uccide la democrazia, la democrazia che si suicida».
Un timore che ci impone di rivisitare la trinità democrazia- populismo-demagogia. Si tratta di una trinità perché queste nozioni hanno la stessa testa: la parola demos in greco, populus in latino, e popolo in italiano. Ma questo fatto non le rende sinonimi. Demagogia è l'arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotile, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall'alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso. Il termine populismo è molto più recente e ci arriva dalla Russia, dove fu coniato alla metà dell'Ottocento per indicare una rivoluzione dei contadini (fermo restando che la parola narod sta, in russo, per popolo). Un significato che poi riemerge all'inizio del secolo scorso negli Stati Uniti. Il primo movimento fu represso, e il secondo fallì. Il che fece anche sparire la parola.
Così la teoria della democrazia continuò a usare, per indicare una degenerazione o una minaccia alla democrazia, la parola demagogia. Poi, d'un tratto, da una ventina d'anni, diventa di moda «populismo». Perché? Non sono ancora riuscito a capirlo.[…]
 http://www.corriere.it/editoriali/07_ottobre_02/sartori_revival_populismo.shtml

A questo punto cito Jean-Jacques Rousseau:
La volontà generale non coincide necessariamente con l'opinione pubblica, spesso le decisione prese dal popolo nascondono comunque un certo interesse di parte e non l'interesse di tutti, com'è vero che la demagogia di un "capopopolo" può ingannare e condurre a idee sbagliate.
http://www.forma-mentis.net/Filosofia/Rousseau.html#4

e mi pongo la seguente domanda:
Silvio Berlusconi è sicuramente un grande demagogo. Ma è anche un grande capopopolo oltre che capopolo?
Mi spiego: la parola copopolo non credo esista, ma cercando su Google vengono fuori centinaia di pagine in cui viene usata al posto di capopopolo
(anche l’articolo citato prima su forma-mentis usa il termine con una sillaba in meno e io l’ho arbitrariamente corretto)

Fa fatica scrivere tre volte di fila la sillaba “po” oppure una se l’è riservata la lega per via dell’omonimo fiume?
O magari si identifica il Capo del Polo (delle Libertà), capo-polo, con il capo-popolo per eccellenza?

http://digilander.libero.it/angelgor/images/capopopolo.jpg
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