Addio agli studi di settore?

Gli studi di settore - spauracchio dei contribuenti che hanno un'attività in proprio - non sono più un parametro certo in base al quale l'Agenzia delle entrate può inoltrare la cartella di accertamento fiscale sulla presunzione che lo scostamento, dai parametri di reddito introdotti dalla legge finanziaria del 1996, nasconda l'elusione dell'imposta dovuta. Lo sottolineano le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza 26635 destinata a rivoluzionare - a favore del contribuente - la formazione della prova nelle cause con il fisco. []

Anche nelle cause con il fisco la prova si forma in dibattimento e il contribuente "ha la più ampia facoltà di prova" per contestare "l'applicabilità degli standard al caso concreto". Così è stato respinto il ricorso con il quale l'Agenzia delle entrate sosteneva che gli studi del settore 'parrucchiere da uomo' fossero applicabili - tout-court - anche nel caso del gestore di un piccolo salone dell'entroterra lucano che già da anni aveva ammortizzato i costi riferiti a minime quantità di beni e servizi, acquistati in tempi remoti, e ormai obsoleti.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/12/21/visualizza_new.html_1648147760.html

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