lunedì 29 giugno 2015

Il mercato, ma non i finanzieri, controlla anche il potere

Se è sempre ritenuto che il denaro, i soldi siano solo uno strumento attraverso cui manifestare, consolidare, godere del potere. Il vile denaro è diventato sempre più virtuale, nonostante si stampino migliaia di tonnellate di banconote, nonostante si continui ad accumulare oro e altri preziosi nei caveau delle banche centrali e nelle riserve private dei potenti.
Ormai lo strumento di controllo delle economie mondiali e quindi dei popoli è la finanza internazionale, se vogliamo la borsa, il mercato.
Una volta, non tanto tempo fa, il denaro era legato alla produzione di beni e il mercato finanziario serviva a raccogliere fondi per nuovi investimenti, in ultima analisi specchio della produzioni di beni o erogazione di servizi.
Ora invece quello che prevale è il fine speculativo, guadagnare denaro scommettendo sui flussi di denaro, sugli umori degli investitori: la cosa incredibile è ci sono persone ricchissime, che non producono niente e non parlo dei geni di internet, tipo Mark Zuckerberg, le cui ricchezze sono comunque strettamente legate alle speculazioni finanziarie.

Secondo varie teorie del complotto (devo dire che io non do troppa importanza a tali teorie) ci sono delle organizzazioni più o meno segrete, internazionali, che controllano i governi e le economie del mondo.

Il famigerato Gruppo Bilderberg non credo controlli le economie mondiali, per il semplice fatto che se ne conosce l'esistenza e si sa quando e dove si riuniscono anche se la stampa e i media in generale non sono ammessi alle loro riunioni.

Supponiamo però, per semplicità che siano loro o una parte di loro a detenere le vere chiavi del potere: secondo me da qualche anno a questa parte stanno ragionando di una sola cosa, di come riprendere il controllo di un mostro ormai sfuggito al loro controllo e da cui dipendono anche le loro fortune.

Questo mostro, lo avrete capito, è il Mercato finanziario.

Perché dopo la crisi finanziaria del 2007-2009 le cui conseguenze stiamo ancora pagando non è stato fatto niente? Perché nessuno sa bene cosa fare e tutti temono le conseguenze di qualsiasi provvedimento troppo drastico.

C'è chi sostiene che le crisi finanziarie  fanno il gioco di questi gruppi di potere, io invece non lo credo. Lo farebbero solo se tali gruppi fossero in grado di controllarle, tali crisi, ma non ci riescono se non in minima parte.

Magari potranno anche decidere del destino della Grecia, e perché no di quello dell'Italia, ma possono solo scommettere sulle conseguenze di tali azioni sul Mercato e sulle loro fortune finanziare.

Se crolla la Borsa, molti di loro andranno a picco perché troppa parte del loro potere è legato alle loro fortune finanziarie. Ancora peggio andrebbe a chi oltre al potere insegue la fama: i media sono spietati e li spolperebbero fino all'osso.

La Borsa è come una grande calamita che attira sempre più soldi, i capitali attirano altri capitali, ma è tutto virtuale, regolato da un delicato gioco di scambi e di equilibri: basta un niente e si scatena una reazione a catena, scoppia un "bolla" e la Borsa crolla: miliardi di dollari vanno in fumo in poche ora, ma anche il fumo è virtuale. Non è virtuale la crisa che poi colpisce miliardi di persone per mancanza di liquidità, per quei soldi che sono bruciati come in un videogame.

I presunti signori di Bilderberg e i loro simili sono solo i protagonisti di questo gigantesco videogame, che nessuno ha programmato e che nessuno sa più come controllare senza spegnere tutta la macchina, ma per spegnerla bisognerebbe essere tutti d'accordo e quando mai lo saranno?
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