venerdì 27 febbraio 2015

Perché sostenere Renzi se fa le stesse cose che faceva Berlusconi?

Partiamo dal presupposto che questo articolo è destinato a chi Silvio Berlusconi non lo ha mai digerito per le sue scelte politiche, al di là della simpatia / antipatia per l'uomo e il personaggio.
Una delle zone più a sinistra del Partito Democratico, e parlo della base più che dei dirigenti, rinfaccia a chi votato Renzi o ne condivide le scelte, che il Partito Democratico sta ora facendo con Renzi quello leggi che aveva sempre impedito di fare a Berlusconi in passato.
Un inciso: dopo la rottura del patto del Nazzareno sarà Berlusconi ad allearsi con parte del PD e le altre opposizioni per impedire a Renzi di portare avanti quelli riforme che lui aveva tentato di fare in passato?

Ritornando al tema principale ammettiamo pure per ipotesi che le riforme di Renzi ricalchino sostanzialmente quelle che nei precedenti governi aveva tentato di fare il centro destra, così evito di entrare nel merito, complicato e articolato, di quanto le riforme renziane siano simili o diverse.

Quella che segue è la mia personale risposta motivazione.
Prima di tutto bisogna considerare che non si può più attingere al debito pubblico, sia per motivi intrinsechi sia per il controllo esercitato dall'Unione Europea, ma quello che ormai è diventato sempre più evidente è l'avvento assoluto della globalizzazione: il mercato, la borsa dettano legge ed un singolo stato non si può opporre.
Non è bello, non è etico, ma questi sono i fatti.
Anche Tsipras si è dovuto inchinare.
E allora lo Stato si deve sburocratizzare, velocizzare, si deve snellire il mercato del lavoro per poter rispondere in tempi brevi alle sollecitazioni del Mercato Globale.
Ed è quello che sta tentando di fare Renzi, che come il concittadino Cimabue una fa e ne sbaglia due, ma intanto qualcosa di buono fa, e le leggi sbagliate (in quanto potevano essere migliori) spesso non sono peggiore di quelle che c'erano.

La legge del "fare" sta per ora avendo il sopravvento sulla legge del rimandare, discutere, emendare, rivedere che per decenni ha governato l'Italia.

Concedetemi un paragone calcistico: prima il PD non faceva falli, rispettava le regole, un'ottima difesa, ma arrivati al limite dell'area si scartavano da soli. Il PDdR invece fa il furbo, è falloso, non sempre rispetta le regole, e fa pure qualche autogol ma più spesso segna!

E puntare su Renzi in questo momento mi sembra l'unica scommessa sensata che preveda anche la risalita a breve termine dell'economia italiana.
Oltre tutto il ragazzo sembra piuttosto fortunato in questo periodo: petrolio economico, Euro debole e soprattutto gli avversari politici che si accapigliano fra di loro.

La mia è una scommessa, non una fede.

Renzi ha scelto di salvare la nave Italia senza curarsi troppo dei tanti che nel frattempo stanno annegando: speriamo che faccia in fretta e si occupi anche di quelli che possono ancora essere ancora salvati.

Per la foto leggi:
Matteo Renzi e l'iceberg Italia.
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