mercoledì 11 giugno 2014

Perché il PD ha perso a Livorno

Già dopo il voto del 25 maggio 2014 si poteva leggere nei dati il primo forte segnale di scricchiolio relativamente alle elezioni amministrative di Livorno: da una parte il successo prevedibile del PD alle Europee, che ha raggiunto il 52,7% dei consensi, dall'altro, la coalizione che sosteneva Marco Ruggeri, comprendente oltre al PD anche altre forze politiche come Sinistra Ecologie e Liberà, Italia dei Valori e altri, ha superato di poco il 40%. Circa 18.000 cittadini, il 20% dei votanti, che hanno optato per il PD alle Europee, contemporaneamente non ha confermato la sua scelta di centro sinistra alle amministrative.
Nel ballottaggio, il candidato del PD Marco Ruggeri ha inaspettatamente perso, raccogliendo circa 31760 voti, il 46,94%.  Il 53,04 dei voti, circa 35.900 sono andati al nuovo sindaco del Movimento 5 Stelle, Filippo Nogarin. che al primo turno aveva preso solo il 19,01% dei voti, ossia circa 16200.

Il ballottaggio è stato caratterizzato da una minore affluenza al voto rispetto al primo turno di circa il 20%.
Risulta evidente che la maggior parte di quelli che non avevano votato nessuno dei due candidati al primo turno, hanno optato al ballottaggio per Nogarin.
Se supponiamo che le defezioni siano state uniformemente distribuite il candidato del centro sinistra avrebbe raccolto solo il 20% di chi al primo turno non aveva votato per nessuno dei due candidati andati al ballottaggio, contro un 80% del candidato grillino.
A mio avviso si tratta quindi soprattutto di un voto contro il candidato del PD, voto contro chi ha sempre amministrato negli ultimi anni la città labronica che ha avuto modo di esprimersi nel ballottaggio.

Vediamo ora quali potrebbero essere gli altri fattori.

Il primo fattore che che ha determinato la sconfitta del PD alle amministrative di Livorno, potrebbe essere legato a come la città è stata amministrata negli ultimi anni: se si governa male si va a casa e la crisi generale non ha certo aiutato. Anzi potrebbe essere stata soprattutto la crisi del settore portuale e di altre attività imprenditoriali, e la conseguenza mancanza di lavoro, ad influire nella scelta di un rinnovamento.

Un secondo fattore invece potrebbe essere cercato nella struttura del PD livornese, troppo vecchio e troppo poco renziano per attrarre nel ballottaggio quei voti dell'area moderata che non sono arrivati rispetto al primo turno. Forse l'alleanza con altra forze di sinistra ha allontanato una parte dei moderati, effetto manifestatosi già nel primo turno e amplificato nel ballottaggio per l'assenza dei candidati di centro destra.

Il terzo fattore, antitetico al precedente, starebbe proprio nell'anima "rossa" di Livorno, città in cui nel 1921, è stato fondato il Partito Comunista d'Italia. La svolta "renziana" non è stata molto gradita a quella fetta del PD più a sinistra e una parte delle defezioni potrebbero venire proprio da quell'area.
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