mercoledì 3 luglio 2013

Gioie e dolori della PEC - Posta elettronica certificata

È probabile che molti cittadini italiani non ne abbiano mai sentito parlare o comunque non sanno cosa sia la PEC (Posta Elettronica Certificata). In effetti operai, dipendenti, disoccupati, casalinghe, studenti e alcuni professionisti non hanno alcun obbligo di dotarsi di tale strumento e potrebbero averne sentito parlare solo in qualche pubblicità via  radio, TV o via web.

Ma cos'è la PEC?

La posta elettronica certificata (PEC) è una tipologia particolare di posta elettronica, disciplinata dalla legge italiana, che permette di dare a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale [da wikipedia.it]
oppure

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è il sistema che consente di inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla vigente normativa (DPR 11 Febbraio 2005 n.68). [da pec.it]

In effetti lo scopo della PEC è proprio quello di sostituire le comunicazioni via raccomandata con un mezzo a costi inferiori

Nel caso di una casella e-mail tradizionale quando noi spediamo una mail riceviamo solo dei messaggi che ci comunicano eventuali errori di recapito (casella piena, indirizzo sbagliato, mancata risposta del server ricevente, etc) ma nessuna certezza della consegna, che solitamente si presume avvenuta in caso di mancanza di messaggi di errore.

Molti programmi di posta, come Microsoft Outlook, nelle sue varie versioni, gestiscono la conferma di lettura, ma non si tratta di standard uniformemente diffusi, senza contare che il non invio della conferma di lettura potrebbe essere un pretesto per negare l'avvenuta ricezione di una data e-mail.

Per quanto riguarda la PEC il gestore del servizio rilascia al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio ed eventuali allegati. Allo stesso modo, il gestore della casella PEC del destinatario invia al mittente la ricevuta di avvenuta consegna.

Le caselle PEC possono solitamente essere consultate tramite webmail o si può configurare un client di posta come per la tradizionale e-mail. Si può inoltre di solito specificare un indirizzo alternativo per la notifica,  che spesso è possibile ricevere anche tramite SMS.

Le caselle PEC possono essere abilitate a ricevere messaggi anche da normali indirizzi e-mail, ma in tal caso però si rischia di riaprire la porta allo spam: consiglierei di non abilitare la ricezioni di posta ordinaria salvo nel caso di esigenze specifiche.

A livello legale la PEC ha lo stesso difetto della raccomandata tradizionale. Se il postino non trova nessuno in casa la raccomanda viene considerata consegnata dopo un certo numero di giorni di deposito presso l'ufficio postale. Anche in caso di ricezione dal postino potremmo smarrire ad esempio il plico e/o dimenticarcene, ma questo non fermerebbe la pratica.

Una volta che un messaggio PEC è stato recapitato alla nostra casella è come se avessimo firmato la ricevuta della raccomandata di ritorno. Non fa nessuna differenza se poi effettivamente leggiamo o meno il contenuto del messaggio o degli allegati.

A prima vista si potrebbe pensare che questo sia un difetto e che la legge avrebbe dovuto prevedere una conferma di lettura, ma la necessità di tale passaggio avrebbe potuto essere utilizzata proprio per negare la ricezione di una certa comunicazione omettendone volutamente la lettura.

Consiglio quindi a tutti quelli che si sono da poco dotati di una casella PEC di controllarne il contenuto con frequenza o in alternativa è necessario impostare gli avvisi  di ricezione su di una mail di uso quotidiano o via SMS.

In base alla legislazione vigente, devono avere una casella PEC:

le imprese (anche individuali)
i professionisti iscritti ad albi
le amministrazioni pubbliche

I professionisti non iscritti ad albi professionali sembra che al momento non siano soggetti all'obbligo di dotarsi di una casella PEC: questo sembra piuttosto strano visto che di recente anche le ditte individuali hanno dovuto dotarsi di PEC (la scadenza era proprio lo scorso 30 giugno).

Infine due ulteriori annotazioni:

Tutti i privati cittadini possono dotarsi gratuitamente di una casella PEC offerta dal Governo Italiano, ma valida solo per le comunicazione da e verso la pubblica amministrazione (sito postacertificata.gov.it)
(ma perché non renderla una PEC che possa dialogare - almeno come opzione a pagamento - con tutte le altre caselle certificate?)

Gli iscritti ad albi professionali possono in qualche caso essere persone, eventualmente non più giovanissime, che magari, persino ai nostri giorni, non hanno nemmeno mai avuto una casella di posta elettronica tradizionale. Si trovano costretti a dotarsi di un mezzo che non sanno padroneggiare bene o che non sanno maneggiare affatto senza appoggiarsi a collaboratori o conoscenti.

Credo che i vari ordini professionali che si trovano ad affrontare problematiche di questo tipo, dove a volte l'obbligo della PEC viene visto come un mero compito burocratico da assolvere al più presto, dovrebbero attivarsi non solo per adempiere ai meri obblighi di legge, ma anche per accertarsi che i propri iscritti abbiano o acquisiscano le conoscenze minime per gestire una casella di posta certificata. al fine anche di evitare o diminuire possibili gravi disguidi e malintesi se non addirittura truffe.


Fonti / Link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata
http://www.pec.it/Cosa.aspx
www.postacertificata.gov.it
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