martedì 26 marzo 2013

Travaglio re dei monologhi!


Devo premettere che Marco Travaglio solitamente mi sta simpatico più che non, e i suoi documentatissimi monologhi sono solitamente piacevoli. Ma quando è costretto al confronto, al dialogo, perde gran parte del suo smalto e spesso (mi) diventa antipatico.
Giovedì scorso, a Servizio Pubblico, Travaglio, ha attaccato il neo presidente del Senato Piero Grasso. In sintesi alcune delle sue accuse:
- Grasso avrebbe sempre evitato di scontrarsi con il livello politico della mafia
- sarebbe stato eletto alla carica di procuratore nazionale antimafia ai danni di Gian Piero Caselli, inviso al governo Berlusconi, grazie a tre leggi contra personam fatte apposta per bloccare l'elezione dell'allora Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli

- avrebbe proposto Berlusconi ed il suo governo per una medaglia antimafia
Sembrava la solita serata ed il solito monologo, ma il Presidente del Senato ha telefonato in diretta per sfidare Travaglio in un faccia a faccia in cui potersi difendere e da tenersi al più presto possibile.
Si è fatto poi avanti il giornalista Corrado Formigli che si è candidato ad ospitare il duello nella sua trasmissione, Piazza Pulita, sempre su LA7. Piero Grasso accetta Travaglio no.

Così, ieri sera, a Piazza Pulita, Formigli ha intervistato Grasso dandogli modo di difendersi e cercare di smontare il castello di accuse costruito da Travaglio.
Il presidente del Senato ha dimostrato un'estrema pacatezza e lucidità durante tutta l'intervista, che proponeva le accuse di Travaglio seguite da brevi servizi documentativi.
Personalmente ho molto apprezzato la difesa del senatore Grasso anche se non posso affermare che ha dimostrato che le accuse di Travaglio erano tutte senza fondamento.

Il diniego di Travaglio non è rimasto senza conseguenze ed è scoppiata una animata polemica fra lui e Formigli  fra dichiarazioni  ai media e sui rispettivi blog.

Ed ora tocca a me fare un monologo!

Io ritengo che la verità sia spesso una mera utopia, visto che spesso non ci è dato conoscerla con certezza.
Ed è questa impalbabile verità sta dietro il torto e la ragione, con la complicazione del linguaggio e della buone fede soggettiva.
A volte ci sono delle prove, spesso solo indizi: in un dibattito il plauso della maggioranza va a chi accumula più argomenti a favore, a prescindere dalla loro veridicità purché non palesemente falsi. 
Accumuliamo prove a favore delle nostre tesi trascurando le tesi dell'avversario se non per confutarle: non ci avviciniamo alla verità, stiamo solo rafforzando la nostra trincea e e le nostre armi. La stessa cosa fa il nostro avversario. Se si tratta di un dibattito pubblico, il meglio armato, il meglio schierato prevarrà indipendentemente dal torto o dalla ragione, ammesso che si possa parlare di una verità oggettiva.

Anton Cechov ha giustamente detto:
"Si dice che la verità trionfa sempre, ma questa non è una verità."
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