mercoledì 2 gennaio 2013

Capodanno 2013 ai Fori Imperiali

Vista dai Fori Imperiali
dell'Altare della Patria  
Grazie anche alla gentile concessione dell'appartamento di mia sorella (zona Ponte di Nona) io e la mia compagna abbiamo deciso di passare il capodanno a Roma, e di provare a fare il brindisi di fine anno ai Fori Imperiali.

Avevamo deciso di evitare un cenone troppo pesante e di mangiare alla carta.

Il locale che abbiamo prenotato era in via Torino, una traversa di via Nazionale, non lontano da Piazza della Repubblica.

Non conosco bene Roma e non la conosco affatto come automobilista, così mi sono (quasi) totalmente affidato al mio Tom Tom.

Il giorno 30, domenica. il varco della ZTL era aperto e abbiamo parcheggiato in via Modena, nei pressi della Questura. E oltre alla solita visita a Piazza di Spagna e alla Fontana di Trevi, abbiamo avuto il tempo di fare un sopralluogo ai Fori Imperiali per vedere dov'era posizionato il palco.
Nel tornare verso la macchina siamo passati da Via Cavour, ed avendo visto che l'accesso ai Fori Imperiali (Largo Corrado Ricci) era decisamente ampio ho deciso che questa sarebbe stata la via verso il palco per il giorno successivo. Manca la controprova, ma a posteriori, leggendo sui giornali le cronache della serata, credo si sia trattata di una scelta azzeccata.

31 Dicembre
Imposto il Tom Tom per arrivare in zona Piazza della Repubblica passando da via Nomentana e Via XX Settembre (il giorno prima il navigatore mi aveva fatto passare dalla Stazione Termini e temevo di trovare troppo casino o qualche strada chiusa)

Parcheggiamo in via Parigi, nei pressi di un mercatino, a circa 200 metri dal ristorante. E' ancora presto e cominciamo l'ultimo dell'anno con un po' di shopping fra i banchi del mercatino. Quando lo lasciamo non sono ancora le 18 e con la Metro raggiungiamo Piazza del Popolo, per poi ritornare indietro a piedi, attraverso via del Corso, Via Condotti, Piazza Navona, etc. scansando la miriade di ambulanti. E poi il mio contributo l'avevo già dato il giorno precedente acquistando una penna laser a luce verde con rifrattore caleidoscopico rimovibile (identica a questa).

Arriviamo al ristorante poco dopo le ore 20:00. Le portate sono originali, molto curate e gradevoli al palato. Unica nota stonata, il conto:105€ per due persone (antipasto, primo, dolce, caffé vino) invece dei circa 90€ che mi aspettavo di pagare in base al menù). Diciamo che la voce maggiorazione di €17,50 mi è rimasta sullo stomaco. Comunque meno che per un cenone e ci alziamo da tavola sazi ma non troppo appesantiti.

Il ristorante si trova non lontano dall'incrocio con via Nazionale, dove si vedono già molte persone dirigersi verso i Fori Imperiali. Sono le 10 e un quarto circa e noi invece continuiamo per Via Torino, quasi deserta, fino a raggiungere Via Cavour, all'altezza di Piazza dell' Esquilino. C'è già un fiume di persone che scorre verso il concertone di Capodanno ma ancora non c'è calca.

Ci fermiamo ad acquistare una bottiglietta piccola di spumante e una d'acqua in uno dei tanti minimarket gestiti da asiatici. Certo la bottiglia da 3/4 fa più scena, ma è scomoda da portare dietro. Poi meglio evitare di aggiungere troppo alcool a quello bevuto al ristorante, visto più tardi avrei dovuto guidare. Prima di tentare di sfondare il muro umano che vediamo davanti, ci fermiamo per un altro acquisto: due orecchie luminose da coniglio (non erano per me ovviamente).

Possiamo già vedere davanti a noi il tabellone luminoso di Largo Corrado Ricci che ci mostra Pino Daniele che sembra canti (non si senta ancora nulla). Secondo me un pessimo posizionamento: sicuramente ben visibile da via Cavour ma la gente che si ferma a guardale il mega schermo forma una specie di tappo che impedisce un più agevole accesso a via dei Fori Imperiali.

Il primo tentativo non va a buon fine, veniamo respinti da fiumane di persone che tornano indietro. Per un attimo vengo colto da una folle idea: passare attraverso la stretta Via del Colosseo per aggirare il tappo. Per nostra fortuna mi rendo subito conto che non è una soluzione praticabile: avremmo dovuto camminare contro corrente senza sapere se ci fosse uno sbocco più a monte.

Ritorniamo alla carica con maggiore decisione e non senza difficoltà riusciamo a raggiungere un rivolo di persone che sembrano muoversi nella giusta direzione. Dopo un'altra decina di minuti di spintoni, soprattutto ricevuti, sfociamo finalmente nei Fori Imperiali alle spalle del mega schermo!

Non sono ancora le 11 e ce l'abbiamo fatta! Certo il palco è lontanissimo, anche il grande schermo luminoso posizionato alle spalle dei cantanti è ancora poco visibile, ma almeno si comincia a sentire meglio la musica.

Il cielo è sereno, si vedono alcune stelle, la luna calante ma ancora imponente e qualche lanterna volante. Queste in particolare ci hanno tenuto compagnia per tutta la serata ogni volta che abbiamo alzato lo sguardo al di sopra della folla e del concerto.

Inizia quindi la marcia di avvicinamento al palco, cercando di sfruttare le giuste correnti. Ogni tanto ci fermiamo, perché ci sembra di aver trovato una piccola oasi di tranquillità, ma la quiete viene spesso sconvolta soprattutto da prepotenti scorribande di lunghi trenini umani formati in prevalenza da ragazzotti asiatici o sudamericani, esclusivamente di sesso maschile, che con una certa tracotanza si fanno largo tra la folla. Tra un sosta ed una piccola avanzata, verso le 11 e mezza siamo arrivati al nostro capolinea.
Siamo a meno di duecento metri dal palco, il grande schermo luminoso al fondo del palco si vede bene e qualche sforzo si intuiscono anche le forme delle persone sul palco. Pino Daniele sta ancora cantando. Ci troviamo a fianco di un folto gruppo di brasiliani, di ambo i sessi,  studenti ed immigrati credo, con tanto di bandiera, decisamente vivaci ma senza trascendere. Davanti a noi, fra gli altri, due ragazzi italiani ce stanno a provà con due giovani carine sedicenti cameriere (oltre a sentire il concerto abbiamo anche origliato). Oltre ai soliti trenini di extracomunitari c'è comunque un continuo andirivieni di ragazzi italiani e no, anche tanti turisti. Pino Daniele continua a cantare per qualche minuto. Poi una speaker annuncia il conto alla rovescia scandito da grandi numeri luminosi sul tabellone elettronico.
Allo scoccare della mezzanotte stappo la mia piccola bottiglia di spumante e brindiamo al Nuovo Anno, mentre i cielo si illumina per i fuochi di artificio e i capelli ed il giubbotto s'impregnano di schizzi di spumante che provengono da tutte le parti.
Tocca ora a Mario Biondi e alla sua voce inconfondibile.

Mario Biondi nel concerto di Capodanno 2013 a Roma

Verso l'una, decisamente presto forse, iniziamo a tornare indietro. Ora ci si muove meglio, anche se spesso si inciampa in bottiglie di spumante o di birra vuote. Centinaia di ambulanti occasionali ancora si aggirano fra la folla cercando di piazzare le loro bibite.

Ci fermiamo un ultima volta in Via Cavour, a comprare un cornetto alla crema.

Dall'altro lato della via, un gruppetto di peruviani, ci accompagna per un pezzo, frastornandoci con dei potenti botti che spesso danno il via agli antifurto delle auto.

Riprendiamo Via Torino dove il frastuono e la folla spariscono alle nostre spalle.

Arrivederci Roma, che ci hai regalato una serata, non di certo meravigliosa, ma sicuramente piacevole e da ricordare.

Due giorni dopo a Firenze, scopro che non per tutti i trecentomila presenti, forse di più, le cose sono andate altrettanto bene, soprattutto per chi è rimasto intrappolato nei vicoli che si affacciano sul Fori o nella Salita del Grillo (Capodanno, brindisi ai Fori tra i disagi e le proteste)
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