sabato 26 maggio 2012

Il 4 x mille come unica fonte di finanziamento dei partiti

Dopo i recenti scandali che hanno coinvolto in particolare la Lega e al Margherita è evidente che la legge che regola il il finanziamento pubblico dei partiti va rivista,  ma secondo me una quota di tale finanziamento è necessaria ad evitare il controllo degli stessi partiti da parte di lobbie e centri di potere.

E' opportuno che i cittadini abbiano un controllo diretto sull'erogazione di tali fondi. Tale controllo potrebbe essere esercitato tramite una opportuna revisione della destinazione del 4 per mille

Vedi anche a fine articolo le osservazioni aggiunte successivamente


Da Wikipedia:  La legge n. 2 del 2 gennaio 1997 (1), intitolata "Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici" reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti.
Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, di destinare il 4 per mille dell'imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici [...]

La mia proposta è molto semplice:

1) Il 4 x mille diventa l'unica fonte di finanziamento pubblico dei partiti

2) Il contribuente deve scegliere a quale partito destinare questa quota oppure ad altro fondo da definire  (in effetti è una forma di voto palese e potrebbe essere utilizzata come una sorta di verifica popolare dell'operato dei partiti)

Il partito a cui destinare la quota può essere anche un partito non presente in parlamento: vanno definite delle norme per cui un neonato schieramento politico possa essere inserito fra i destinatari del 4 x mille

La destinazione della quota al fondo da definire dovrebbe essere un segno di sfiducia tangibile del sistema partitico contingente

28/05/2012 Osservazioni a posteriori: 

1) il 4 x mille rappresenta circa 600 milioni di Euro (stimando un gettito complessivo di 150 miliardi di Euro) quindi una cifra eccessiva: invece del 4 x mille si potrebbe parlare dell'uno per mille. La mia idea non è tanto quella di stabilire la cifra quanto quella di creare una forma di finanziamento diretto con cui ogni anno l'operato dei partiti viene giudicato

2) sarebbe opportuno che questo tipo di scelta non vada fra i dati pubblici in quanto potrebbe rappresentare una violazione della segretezza del voto

3) il fondo (o i fondi) che raccoglieranno i contributi di chi decide di non voler alimentare il sistema partitico andranno definiti con chiarezza. Potrebbero anche rappresentare una specie di cuscinetto per permettere lo smantellamento progressivo delle attuali forme di finanziamento.

4) esiste anche il problema dell'istituzionalizzazione di un contributo ai partiti proporzionale al reddito del contribuente

5) se viene inteso anche come sondaggio bisogna dare la possibilità di esprimersi anche a chi non presenta nessuna dichiarazione dei redditi



Fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Finanziamento_pubblico_ai_partiti

Riferimenti
(1) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997;2

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